Che cos’è il linfodrenaggio metodo Vodder?

Linfodrenaggio Vodderll Linfodrenaggio Manuale metodo Vodder nasce intorno agli anni Trenta, da una brillante intuizione del Dott. Emil Vodder.

Egli, insieme alla moglie Estrid, lavorò come massoterapista negli anni ’30 in un istituto di cure fisiche a Cannes. Qui, Vodder ebbe modo di trattare un giovane paziente inglese affetto da tonsillite cronica. Utilizzando delicati movimenti rotatori dei polpastrelli lungo le vie di deflusso linfatico della pelle di collo, gola e spalle, riuscì ad ottenere un miglioramento straordinario delle condizioni di salute del paziente, risolvendo la patologia.
L’utilizzo dello stesso tipo di manualità su numerosi altri pazienti affetti da sinusite cronica o simili patologie otorinolaringoiatriche, con il riscontro del medesimo risultato, condusse, a poco a poco, alla codificazione di una precisa tecnica, che venne presentata al pubblico, per la prima volta, a Parigi nel 1936, riscuotendo notevole successo.

Apprezzato in prima istanza nell’ambito delle tecniche estetiche, oggi gode di un riconoscimento ufficiale da parte di importanti Società Scientifiche  ed è indicato come terapia d’elezione  nell’approccio fisioterapico di alcune patologie specifiche del sistema linfatico.

Il metodo Vodder si distingue nettamente dalle altre terapie per la specifica manualità che, correttamente esercitata, esplica il suo effetto a livello dei tessuti superficiali (cute e sottocute) e non sulla fascia muscolare.

La tecnica secondo il Dr. Vodder eseguita con movimenti armonici, lenti e ritmici al fine di rispettare i parametri fisiologici del deflusso linfatico e non indurre stimoli che possano provocare spasmi dei vasi linfatici, favorisce svariati effetti.

Tra i principali effetti benefici del massaggio linfodrenante ritroviamo:

  • effetto vegetativo: il linfodrenaggio manuale ha effetto sul sistema nervoso vegetativo formato dal simpatico (nervo del giorno), che ci rende attivi, e dal parasimpatico (nervo della notte), che ci permette di dormire. In un individuo sano i due sistemi dovrebbero trovarsi in equilibrio ma nell’uomo contemporaneo molto spesso predomina il simpatico con conseguenti distonie vegetative, stress, ipertensione muscolare ecc. Il linfodrenaggio manuale stimola invece il parasimpatico: ne è prova il fatto che spesso durante il trattamento il paziente si addormenta, si rilassa, ottenendo sovente anche una diminuzione del dolore;
  • effetto analgesico: con una esecuzione esatta del linfodrenaggio si eccitano cellule inibitrici che minimizzano o addirittura estinguono la sensazione dolorosa;
  • effetto immunologico: si può presumere che il linfodrenaggio agisca sul sistema immunitario, infatti attraverso lo spostamento manuale del liquido linfatico gli elementi apportatori di malattia vengono portati nei linfonodi dove vengono resi inoffensivi;
  • effetto tonificante: il linfodrenaggio manuale ha un effetto tonificante sulla muscolatura liscia dei vasi sanguigni e linfatici;
  • effetto drenante: la circolazione linfatica è importante nel mantenere bassa la concentrazione proteica nel tessuto connettivo, infatti le proteine del sangue vengono filtrate nel tessuto connettivo prima di affluire ai linfatici. Se permangono nel tessuto connettivo sono destinate a trasformarsi in tossine e ad assorbire acqua aumentando il volume del tessuto e provocando un edema;

Il Linfodrenaggio manuale secondo il Dr. Vodder rappresenta la terapia d’elezione nell’approccio fisioterapico di linfedemi primari e secondari, ma notevoli sono le indicazioni in cui il linfodrenaggio manuale può essere inserito come terapia associata/complementare a quella fisioterapica e/o farmacologica al fine di favorire una più rapida risoluzione della patologia o ridurne i sintomi correlati.

 

Indicazioni al Linfodrenaggio manuale Vodder

  • Insufficienze venose, disturbi circolatori a carico del microcircolo, interventi di chirurgia vascolare
  • Traumi articolari e muscolari, distorsioni, lesioni tendinee, legamentose, esiti di fratture, interventi di endoprotesi, colpi di frusta, artrosi, discopatie, lombosciatalgie, cervicalgie
  • Patologie reumatologiche
  • Infiammazioni croniche delle vie respiratorie
  • Acufeni, Labirintiti, Sindrome di Menière
  • Patologie a carico del tessuto connettivo (sclerodermia, LES – lupus erythematosus) e del pannicolo adiposo (Lipedemi, lipoedemi localizzati, edema ciclico idiopatico, PEFS, cellulite)
  • Patologie del SN centrale e periferico, commozione cerebrale, emicrania e cefalea, nevralgia del trigemino, paresi facciale, apoplessia, sclerosi multipla
  • Distonie neurovegetative (Stipsi, stress, sindrome premestruale)

Il metodo non presenta delle controindicazioni ma deve essere utilizzato seguendo alcune precauzioni che possono riguardare modalità di esecuzione, durate e frequenza del trattamento quando il paziente presenta determinate patologie come: tumori maligni trattati; infiammazioni croniche; ipotensione; disturbi funzionali della ghiandola Tiroide (Ipo-ipertiroidismo); precancerosi della pelle.

 

Il trattamento

Generalmente il ciclo di  linfodrenaggio prevede  tra le 5 e le 10 sedute, ciascuna delle quali ha una durata di 1 ora. Già dopo la prima seduta il paziente prova un beneficio immediato, poiché riducendosi il gonfiore tipico dell’edema, si avverte un senso di leggerezza. Proprio per effetto del drenaggio avvenuto è inoltre facile che il paziente avverta, dopo un periodo più o meno breve, lo stimolo di andare in bagno. Per il mantenimento si consiglia di ripetere il ciclo di massaggi due volte all’anno.

 

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